Amore manifesto

Amore manifesto

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Le poesie di questa raccolta si rivolgono prevalentemente a figure femminili senza nome. Un indefinito tu connette idealmente versi e raffigurazioni a una sensibilità neostilnovistica, del tutto inedita, in cui l’amata non è necessariamente reale, talvolta nemmeno conosciuta, secondo un caleidoscopio di esperienze che nelle parole di Pupi Avati sono “d’amore, di affetto, di riconoscenza, di nostalgia e speranza”. In queste pagine trovano spazio anche personaggi fiabeschi, della letteratura classica e della mitologia, o “l’amore dai cento coltelli”, indagato con ironia e passione in tutte le sue zone d’ombra, dal disincanto al disamore. La lingua di Ennio Cavalli, raffinata e diretta, ricca di riferimenti “rubati” al quotidiano e di incursioni prosastiche, colloca queste poesie su un piano umano e contemporaneo di notevole consistenza e risonanza. Un Amore manifesto che è anche Manifesto d’amore, progetto stilistico e visione d’insieme abitati, secondo Dacia Maraini, da uno “sguardo filosofico” volto a scandagliare le diverse declinazioni di ciò che resta oggi dell’amore.

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Sull'autore

Ennio Cavalli

Ennio Cavalli, nato a Forlì nel 1947, vive a Roma. Inviato Rai, dopo un primo “rodaggio” in cronaca, si è sempre occupato di cultura e spettacoli. Con il romanzo Quattro errori di Dio (2005) ha vinto il premio Campiello Giuria dei Letterati. Con Libro grosso (2009), il Viareggio Poesia. Con I gemelli giornalisti sono io! (2011), il premio Elsa Morante Ragazzi. Altre opere in prosa: La Bibbia in lattina (1992, con una lettera di Federico Fellini), Il romanzo del Nobel (2000, nota di Dario Fo), Fiabe storte (2003), Il poeta è un camionista (2003), Il divano del Nord (2005), La cosa poetica (2014), I gemelli giornalisti sempre in viaggio, quarto della serie (2016), L’amore prima dell’aggettivo (2017). Le più recenti raccolte di versi: Trattativa con l’ombra (2013), La più bella poesia del libro e altre anomalie (2015), Qualcuna (2016), Vangelo di legno verde (2016), Poesie incivili (2017), Orfeo e il Signor Tod (2018).