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“La cupa è lo strascico nevicato in polvere di tufo, la deriva della nostra società, dove la manipolazione dell’odio di massa conduce al potere. Il protagonista Giosafatte ’Nzamamorte ha celato e nascosto, sotterrato per anni, un orrore e sulle falde acquose di quell’orrore ha creato un mondo osceno e irraccontabile. Quest’opera narra la deriva di un pianeta in un tempo senza creazione, senza creatività; prima si giocava con le pietre e con quelle ci si immaginava a essere guerrieri, soldati o principi e mostri, ora quei mostri sono già creati e con un gesto su un touch-screen si ha la sensazione di portarli alla vittoria. In questo pensiero ho condotto una riflessione più grande: l’impossibilità di essere padre senza mal ferire e senza peccato. In un mondo che definivo qualche anno fa alla deriva e ora in balia dell’arenile di una baia che non ha porto, non ha civiltà, non ha bussola, versante, senso, rotta e non ha neanche un ponte al quale attraccare, né posto sicuro dove emigrare. Anche se fosse l’inutile pontile della mia Torregaveta. Creare vita, essere pronti a essere i padri, è ancora auspicabile? La famiglia è il termometro dell’esistenza, è la spia che da sempre, nella sua virulente forma, ha lasciato scoperte le facciate agli scoppi delle sue crepe. Dalla terra sono stati creati uomini e case. Dalla pietra, dalle insidie della terra, ci difendiamo con la pietra, nella pietra ci tumuliamo. La rivolta è il crollo. Mettere sottosopra, commettere stragi o resistere ai cambiamenti per mutare quei cambiamenti stessi. Un rituale di trasformazione e metamorfosi. Una favola di anime, uomini e bestie che si chiude con una frana che smuove tutte le malefatte dissotterrate e nascoste.”

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Sull'autore

Mimmo Borrelli

Mimmo Borrelli (Napoli, 1979) scrive ’Nzularchia tra il 2003 e il 2005, vince il premio Riccione e Franco Quadri lo definisce “uno scrittore furibondo, fluviale, forte, già importante”. Il talento è confermato da ’A Sciaveca (2007), premio Tondelli, e da La madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma (2010), rivisitazione del mito di Medea, che ottiene il premio Testori. Nel settembre 2012 la sua opera-oratorio Napucalisse apre la stagione del Teatro San Carlo di Napoli, musicata dal compositore Giorgio Battistelli. Dopo Opera Pezzentella (2014), collabora con Roberto Saviano in Sanghenapule (2015). Per La cupa ha vinto, tra gli altri, due premi Ubu alla regia e alla drammaturgia, il premio Alfonso Gatto alla poesia per il testo, il premio Lo straniero - Gli asini come spettacolo dell’anno, il premio Olimpici del teatro - Le maschere.