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Cosa ha fatto Charles Darwin, studente mediocre, per diventare uno dei più famosi scienziati che la storia ricordi? E quali scelte analoghe ha compiuto Mozart, entrando così nell’Olimpo della musica classica? Esiste una forma di potere e intelligenza che rappresenta l’apice del potenziale umano. È fonte delle più grandi conquiste e scoper- te della storia. È un’intelligenza che non viene insegnata a scuola e non è analizzata dagli studiosi, ma ciascuno di noi, a un certo punto della propria vita, l’ha colta almeno di sfuggita, facendoci uscire dal nostro guscio, mettendoci in relazione con gli altri e rendendoci creativi. Il problema è che questa forma di intelligenza o è ignorata come materia di studio o è circondata da una miriade di miti e malintesi. Si pensa che la creatività e la genialità spuntino dal nulla, che siano il frutto di un talento naturale o magari di uno stato d’animo favorevole, o ancora che abbiano il favore delle stelle. Sarebbe invece di grande aiuto se potessimo attribuire un nome a quella sensazione, esaminarne le origini, definire il tipo di ingegno che può condurci a quel potere e capire come ricrearlo e conservarlo nel tempo. Chiameremo questa sensazione mastery, supremazia: ovvero un controllo maggiore sulla realtà, sugli altri e su noi stessi, una meta che tutti potremo raggiungere se libereremo la forza dormiente in ognuno di noi.

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Sull'autore

Robert Greene

Robert Greene (Los Angeles, 1959) ha compiuto studi classici e successivamente ha lavorato nelle redazioni di vari periodici fra cui «Esquire» e ha scritto testi teatrali. Sempre con Joost Elffers, per Baldini+Castoldi ha pubblicato Le 48 leggi del potere e L’arte della seduzione.