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Che cosa può spingere un critico d’arte contemporanea a scrivere la biografia del «suo» mito che lo ha accompagnato dall’adolescenza all’età matura? Prima di tutto la Zerofollia, credo assoluto al di là delle mode e del tempo. Così Luca Beatrice ripercorre la storia del grande Renato dagli esordi, il primo singolo è del 1967, a oggi, leggendo con passione e rigore filologico la sua carriera e i suoi successi. La vicenda del funambolico cantante romano si intreccia così con quella della canzone italiana, ma anche della cultura in generale, in un’analisi che coinvolge l’arte e il teatro, la performance e la televisione. Ancora oggi Renato Zero canta e balla negli stadi, nei teatri e nei palasport davanti a nonne e mamme, quarantenni e ragazzini, rocchettari e teledipendenti. Perché? Forse è inspiegabile, eppure disco dopo disco, generazione dopo generazione, non c’è in Italia un solo artista capace meglio di lui di interpretare i sentimenti più autentici. Ogni nota racchiude quelle tracce indelebili di un romanzo umano e creativo condiviso da milioni di persone. Canta direttamente al cuore, diventando così la colonna sonora dei migliori anni della nostra vita.

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Sull'autore

Luca Beatrice

Luca Beatrice (Torino, 1961). Critico d’arte, docente all’Accademia Albertina e allo IAAD di Torino, ha pubblicato, tra gli altri, una monografia dedicata a Renato Zero e un omaggio alla «sua» Juventus: Gli uomini della signora. È autore di diversi libri sull’arte, tra i quali Da che arte stai? Una storia revisionista dell’arte italiana (2010), Pop. L’invenzione dell’artista come star (2012), Sex. Erotismi nell’arte da Courbet a Youporn (2012) e di Nati sotto il Biscione. L’arte ai tempi di Silvio Berlusconi (2015). Collabora con «il Giornale» e con la rivista «Riders». È presidente del Circolo dei lettori di Torino.

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